Il Dipartimento, l'Università, i Matematici.
Possiamo fissare le origini, dell'attuale Dipartimento di Matematica e Informatica ``Ulisse Dini'', fin dal 1927, cioè da quando Giovanni Sansone fu chiamato - il ALT= gennaio di quello stesso anno - a coprire la cattedra di Analisi Matematica delle neonata Facoltà di Scienze (Matematiche, Fisiche e Naturali). Anche se Giuliano Toraldo di Francia dice che ``Nel 1927, uno dei miei compianti maestri, Giovanni Sansone, fondò l'Istituto Matematico, ''poi aggiunge ''constava di una sola stanza a S. Marco ed aveva un solo libro. Per tutta la vita vidi Sansone lottare per avere un vero Istituto. Lo ebbe in Viale Morgagni quando ormai era fuori ruolo''. (ESPANDI)

Le origini dell'Università di Firenze risalgono allo Studium Generale, fondato nel 1321 dalla Repubblica fiorentina. L'importanza dello Studium fu sancita da una Bolla di papa Clemente VI. Nel 1324, dopo soli tre anni di vita, fu costretto a cessare la sua attività, che tuttavia riprese nel 1349, con sede nell'attuale via ''dello Studio''. Se di matematica si può parlare in questo periodo dobbiamo ricordare i nomi di Paolo dell'Abbaco, Benedetto dell'Abbaco e Raffaele Canacci (continuatori dell'attività di Fibonacci). Nel 1364 con l'imperatore Carlo IV, lo studio fiorentino diventa università imperiale. Nel 1387, dopo una ulteriore interruzione, furono promulgati nuovi statuti: i Medici, al momento del loro avvento al governo della Toscana, lo esiliarono a Pisa nel 1472. (ESPANDI) Ulisse DINI: Ulisse Dini (nato a Pisa il 14 novembre 1845 - scomparso a Pisa il 28 ottobre 1918); si laureò a Pisa nel 1864, dove ebbe come maestri Enrico Betti e Ottaviano Mossotti, che subito ne riconobbero il grande valore. Dopo un anno di perfezionamento a Parigi, nel 1866, a soli 21 anni, fu nominato professore di geodesia all'Università di Pisa, passando in seguito all'insegnamento dell'Analisi Matematica. (ESPANDI) Giovanni SANSONE: Giovanni Sansone (nato a Porto Empedocle, il 24 maggio 1888, scomparso a Firenze, 13 ottobre 1979) fu allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa dal 1906 al 1910, anno in cui conseguì la laurea in matematica con una tesi della quale era relatore Luigi Bianchi. (ESPANDI)

Il Dipartimento, l'Università, i Matematici.
Il Dipartimento di Matematica ed Informatica "Ulisse Dini"

Possiamo fissare le origini, dell'attuale Dipartimento di Matematica e Informatica ``Ulisse Dini'', fin dal 1927, cioè da quando Giovanni Sansone fu chiamato - il ALT= gennaio di quello stesso anno - a coprire la cattedra di Analisi Matematica delle neonata Facoltà di Scienze (Matematiche, Fisiche e Naturali). Anche se Giuliano Toraldo di Francia (1) dice che ``Nel 1927, uno dei miei compianti maestri, Giovanni Sansone, fondò l'Istituto Matematico, ''poi aggiunge ''constava di una sola stanza a S. Marco ed aveva un solo libro. Per tutta la vita vidi Sansone lottare per avere un vero Istituto. Lo ebbe in Viale Morgagni quando ormai era fuori ruolo''. Negli Annali della Facoltà di Scienze si contavano, all'atto della nascita, 10 Istituti scientifici ma non era citato quello di Matematica: ``un arricchimento significativo si ha nel 1931 con la costituzione di tre Istituti Matematici (e cioè di Analisi Matematica, di Geometria, di Meccanica Razionale)''. Queste, come altre trasformazioni del genere, erano legate alle personalità scientifiche dei professori. Successivamente, nel 1941, si vide la nascita di un Istituto di Matematiche Complementari. Tuti questi Istituti confluiranno nel 1950, `` come una federazione'', nell'Istituto matematico ''Ulisse Dini'' fortemente voluto da Sansone e da lui dedicato al suo grande maestro. Sempre Toraldo di Francia ricorda che '' Forse per ragioni sentimentali ho ricordato fra tutti l'Istituto di Sansone. Ma la sua sorte non è stata diversa da quella di molti altri istituti scientifici fiorentini, che hanno dovuto battersi contro incredibili difficoltà locali e nazionali, quando pure la loro fama era affermata in tutto il mondo.'' L'Istituto Matematico ha avuto poi successive, non facili peregrinazioni, dai locali di Piazza S.Marco a Via degli Alfani, fino all'attuale sistemazione, datata 1963.

In questo anno Sansone, che ne era stato Direttore ininterrottamente, andava fuori ruolo. (2). A lui è dovuta una Biblioteca a lungo considerata, nel suo campo, fra le migliori e non solo d'Italia. ''germogliata ([4]) da un unico seme, il volume di Gaetano Scorza Corpi numerici e algebra, divenuto mitico nella storia dell'Istituto. Nella ''costruzione'' dell'Istituto Sansone fu assistito da colleghi ed allievi: Roberto Conti ricorda i nomi di Edgardo Ciani, Bruto Caldonazzo, Luigi Campedelli, Arturo Maroni, Giorgio Sestini, Guido Zappa, Luigi Merli, Luigi Gatteschi, Gaetano Villari, Paolo Santoro. Una particolare menzione è dovuta ad Angiolo Procissi ([9]) che con fiuto infallibile e larga competenza storico-bibliografica aveva reso possibile l'acquisto di molti ''pezzi rari''.

Nel trasferimento (dal 1957 al 1963) dalla vecchia sede, ormai inadeguata alle esigenze, a quella attuale un ruolo speciale fu sostenuto da Giorgio Sestini che ha agito da catalizzatore nel lento processo ( 3 ) ''sorvegliando i lavori'' e pungolando senza sosta gli Uffici responsabili. Come dice ancora Roberto Conti ([4]) ''Degnamente egli succedette a Sansone nella Direzione dell'Istituto.''

Chi scrive era studente in questo periodo ed ha visto, da vicino o da lontano, Giorgio Sestini ed i successivi Direttori: Roberto Conti, Luigi Antonio Rosati, Aldo Pasquali, Adriano Barlotti, Paolo Marcellini, Carlo Casolo, Vincenzo Ancona, Gabriele Villari. Dall'Istituto, poi suddiviso in quattro Dipartimenti in seguito all'applicazione della legge 382/80, sono anche emersi tre Presidi della Facoltà di Scienze (lo stesso Giovanni Sansone, Mario Primicerio e Paolo Marcellini), un Preside della Facoltà di Ingegneria (Gaetano Villari) ed un Preside della Facoltà di Architettura (Luigi Campedelli). Molti sono anche i matematici fiorentini assurti a responsabilità nazionali: Luigi Campedelli, Presidente della Mathesis, Giovanni Sansone e Carlo Pucci al Comitato per la Matematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giovanni Sansone e Carlo Pucci all'Unione Matematica Italiana, Vincenzo Ancona all'Istituto Nazionale di Alta Matematica.

Gli anni di Sansone all'UMI segnarono anche il sorgere del C.I.M.E. (Centro Internazionale Matematico Estivo), imposto dalla necessità di reinserire l'Italia nel mondo matematico dopo la pausa della seconda guerra mondiale anche attraverso l'organizzazione di corsi specializzati ad alto livello che dessero modo ai giovani di prendere contatto con i maggiori cultori stranieri. L'iniziativa propugnata da Enrico Bompiani dura tuttora secondo un modello che in seguito è stato adottato anche all'estero: dopo Bompiani ne sono stati Direttori i ''fiorentini'' Giovanni Sansone, Roberto Conti, Arrigo Cellina e Pietro Zecca.

Sempre citando Vincenzo Schettino '' la ricerca matematica fiorentina si sviluppò in conseguenza [ all'arrivo di Sansone e di altre cattedre ] in varie direzione ed in particolare ad opera del principale allievo di Sansone, Roberto Conti, nel settore delle Equazioni Differenziali e della Teoria del controllo, filone con risvolti anche di carattere applicativo. Dei risvolti di questo tipo ebbero anche gli sviluppi della Meccanica Razionale, settore per il quale si adoperò molto Giorgio Sestini che fu anche Rettore della nostra Università; infine vanno ricordati nei settori dell'Algebra i notevoli contributi di Guido Zappa, nella Geometria quelli di Luigi Campedelli, del suo allievo Adriano Barlotti e, successivamente, di Francesco Gherardelli.'' E ci fermiamo agli anni '70.

Patrimonio scientifico di alto prestigio è la rivista Annali di Matematica Pura ed Applicata. Questa rivista, la più antica fra le riviste scientifiche periodiche del nostro paese, ha avuto come primi editori Barnaba Tortolini e Francesco Brioschi ed apparve per la prima volta nel 1850. Adesso è diretta da un'organizzazione a nonprofit organization, la Fondazione che porta lo stesso nome. In essa vengono pubblicati articoli di carattere tematico generale matematico, inviati e giudicati da autorevoli esperti internazinali. Di essa Sansone ne è stato Direttore (e, dopo di lui, Guido Zappa, Roberto Conti, Giorgio Talenti).

L'Università a Firenze

Le origini risalgono allo Studium Generale, fondato nel 1321 dalla Repubblica fiorentina. L'importanza dello Studium fu sancita da una Bolla di papa Clemente VI. Nel 1324, dopo soli tre anni di vita, fu costretto a cessare la sua attività, che tuttavia riprese nel 1349, con sede nell'attuale via ''dello Studio''. Se di matematica si può parlare in questo periodo dobbiamo ricordare i nomei di Paolo dell'Abbaco, Benedetto dell'Abbaco e Raffaele Canacci (continuatori dell'attività di Fibonacci). Nel 1364 con l'imperatore Carlo IV, lo studio fiorentino diventa università imperiale. Nel 1387, dopo una ulteriore interruzione, furono promulgati nuovi statuti: i Medici, al momento del loro avvento al governo della Toscana, lo esiliarono a Pisa nel 1472: da quell'anno i trasferimenti diventarono frequenti; nel 1473 con la riapertura dello Studio pisano e il trasferimento a Pisa dello Studium generale, dello Studio fiorentino rimase solo il Collegio teologico, con gli insegnamenti umanistici. Nel 1497 si arricchì delle cattedre scientifiche dello Studio di Pisa, temporaneamente trasferito a Firenze, dove rimase fino al 1505. Dell'ambiente culturale fiorentino dell'epoca va ricordato Paolo Dal Pozzo Toscanelli, illustre geografo e cosmologo: fu amico di Leon Battista Alberti e di Filippo Brunelleschi, al quale insegnò nozioni di matematica. Si è supposto che lo abbia anche aiutato con i calcoli per la costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore. Rimasero a Firenze molti insegnamenti, mentre le ricerche ebbero un ottimo appoggio nelle numerose Accademie fiorite nel frattempo, come quella della Crusca e quella del Cimento.

Risale al 1500 il primo insegnamento di matematica tenuto nello Studio fiorentino da Luca Pacioli. Nel 1571 fu chiamato a ricoprire la cattedra di matematica Egnazio Danti, al quale subentrò nel 1586 Ostilio Ricci, che ebbe il merito di istruire nella geometria il giovane Galileo. Nel 1642, a ricoprire la cattedra di matematica fu chiamato Evangelista Torricelli (4), al quale subentrò, alla sua morte, avvenuta nel 1647, Vincenzo Viviani. Gli successero il nipote Jacopo Panzanini, Giuseppe Ermenegildo Marmi, Pietro Ferroni, autore fra l'altro di due voluminosissime opere matematiche.

Nel 1807 la Regina reggente d'Etruria crea il Liceo di scienze fisiche e naturali, considerato il primo germe della futura Facoltà: vi erano sei cattedre ma nessuna di Matematica. Ciascun docente impartiva almeno due lezioni settimanali dall'inizio di dicembre alla fine di agosto. Al termine di ogni anno scolastico si svolgeva una pubblica seduta nella quale i professori illustravano le scoperte e i progressi delle scienze evidenziandone le applicazioni pratiche. Possiamo dire che a Firenze la diffusione della cultura avvenne attraverso istituzioni parallele allo Studio fino agli anni dell'Unità d'Italia, quando, nel 1859, durante il governo provvisorio di Bettino Ricasoli, venne creato il (Regio) Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento; esso ereditava e proseguiva l'attività del Liceo di Scienze Fisiche e Naturali, inserendosi nella grande tradizione culturale fiorentina. Le finalità dell'Istituto, come chiaramente indicava il nome, erano, da un lato, il perfezionamento per coloro che avevano terminato gli studi universitari e, dall'altro, la pura ricerca scientifica. Allo stesso tempo, l'Istituto proponeva un coordinamento fra gli studi scientifici e quelli umanistici. Era, infatti, composto da tre sezioni: Medicina e Chirurgia, Scienze Naturali, Filosofia e Filologia. ''Ridotti all'osso erano gli insegnamenti della Sezione di Scienze Naturali,... mentre restavano scoperte le cattedre di Chimica generale e di Trattati di fisica'' ([7]). Nel 1872 fu approvata dal parlamento nazionale una convenzione che ne consentiva una riorganizzazione ed un ampliamento, assumendo sempre più una fisionomia universitaria. Infatti negli anni seguenti le sezioni furono configurate come vere e proprie facoltà; nel 1876 si contavano, alle sezioni scientifiche, 17 iscritti. Nel 1908-09 .... '' restavano aperte le questioni inerenti l'istituzione di nuove cattedre di Letterature moderne, Storia dell'Arte, Matematica. Carlo Ridolfi rivolgeva un appello........'' Fu nel 1923 che l'Istituto si trasformò in Università: pertanto, con la riforma Gentile, l'Istituto di Studi Superiori divenne Università degli Studi di Firenze ed in quell'occasione, furono attivati gli studi giuridici e matematici. Nel novembre del 1924 fu inaugurato il primo anno accademico dell'Università di Firenze, che si articolò, fra il 1924 e il 1938, nelle Facoltà di Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Magistero, Medicina e Chirurgia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e Scienze Politiche. A queste dieci Facoltà , nel 1970, è stata aggiunta quella di Ingegneria, il cui primo Biennio, però come diremo più sotto, era già stato attivato dall'anno accademico 1928-29.

I corsi di laurea
(in Matematica, in Informatica ed il Biennio di Ingegneria)

Abbiamo detto che la Facoltà, con la riforma dell'anno accademico 1924-25, assunse la denominazione di Facoltà di ''Scienze Matematiche Fisiche e Naturali'' che era articolata in cinque corsi di laurea: Chimica, Fisica, Matematica, Fisica e Matematica e Scienze naturali, comprendendo così quasi tutto il settore scientifico che poi si andrà diversificando, ed anche, il Biennio propedeutico di Ingegneria.

Come si può notare la ''sovrapposizione'' fra due Corsi di laurea come Matematica e Fisica e Matematica, che oggi non sarebbe altrimenti concepibile, era una realtà dei tempi: il Corso di laurea in Fisica e Matematica era attivo - a Firenze ed in altri Atenei - con la finalità della preparazione degli insegnanti della scuola secondaria. Nel primo anno di attivazione gli studenti di tale corso erano più numerosi (40) rispetto agli studenti di Matematica (37). Tale corso si è esaurito per mancanza di studenti con le riforme del 1968. Oggi la dislocazione logistica della (ex) Facoltà di Scienze farebbe pensare ad una dispersione didattica e scientifica: negli anni '40 il nucleo degli insegnamenti comuni ai vari corsi di laurea era molto più consistente (e ciò è fedelmente riportato nei programmi didattici presenti negli annuari dell'Ateneo). Un altro indicatore di ''comun sentire'' in questa Facoltà è dato anche dal Seminario Matematico, Fisico e Astronomico di Arcetri, iniziato già dal 1928 e divenuto palestra di discussioni interdisciplinari.

Nel 1925/26 avvenne l'attivazione del Biennio di preparazione per le Scuole di Applicazione per Ingegneri (che ebbe subito 95 studenti rispetto al totale di 143 degli altri corsi di laurea della Facoltà). L'attenzione che la matematica - ovvero Giovanni Sansone - volgeva verso tale biennio è riportata nei verbali di un Consiglio di Facoltà del 1931 in cui si evidenziava il fatto che gli ''incarichi di Analisi Infinitesimale e di Geometria descrittiva per il Biennio di Ingegneria erano stati tenuti gratuitamente negli ultimi sei anni''. Nei primi due anni l'insegnamento della Fisica Matematica (per il Biennio e per altri corsi di Laurea, compreso quello in Matematica) fu affidato ad Enrico Fermi.

([]) In particolare tra gli altri illustri docenti il prof. Sansone soleva incontrare i suoi alievi, che si erano laureati in Ingegneria nelle varie sedi, per trarne indicazioni sull'orientamento da dare al suo corso di Analisi matematica.

Il Biennio propedeutico di Firenze acquisì un immediato prestigio per la serietà della preparazione impartita dal corpo docente che si distingueva, non soltanto per l'alto livello scientifico, ma anche per l'impegno eccezionale nell'insegnamento, molto oltre quanto era previsto dall'ordinamento degli studi.

Tale Biennio è stato attivo fino al 1970, quando nacque la Facoltà di Ingegneria: il fatto che la Facoltà di Scienze tenesse tutta particolarmente a questo Biennio è rivelato sia dal contributo che a tale nascita hanno dato due valenti matematici che in essa avevano da tempo creduto (5) e che ne sono stati ''padri fondatori'' ovvero Demore Quilghini e Gaetano Villari, sia anche dal verbale di una riunione del 1947: la riunione aveva lo scopo di discutere la adeguatezza degli insegnamenti propedeutici forniti a Firenze agli allievi ingegneri. Dalla riunione, alla quale per la Matematica parteciparono Sansone, Caldonazzo e Campedelli, emerse, dagli interventi dei colleghi pisani e bolognesi, che gli allievi provenienti dalla Facoltà di Scienze di Firenze erano fra i meglio preparati per gli studi di Ingegneria.

La presenza della Matematica nelle altre Facoltà era (ed è) un segno di distinzione e di scientificità: ed i matematici hanno fatto la loro parte. Abbiamo detto dei Presidi matematici ad Architettura ed Ingegneria: ad Architettura ad es., Gurrieri [3] parla di '' passaggi prestigiosi'' e cita Mario Primicerio (Meccanica Razionale), Emilio Bonferroni (Matematica), Ugo Saccardi (Geometria descrittiva), oltre allo stesso Campedelli, spesso chiamato anche a ''prolusioni'' accademiche.

Nel citato volume [3] Giovanni K. Koenig racconta che nelle discipline scientifiche ''si ricorreva ai più prestigiosi ordinari delle altre Facoltà. Fra loro giganteggiava Emilio Bonferroni, allievo di Peano, ordinario di Analisi Matematica a Scienze economiche, che si sfogava con noi parlandoci di tutte le cose che non poteva insegnare nella sua Facoltà, alle prese con la Matematica attuariale. Nelle sue lezioni spaziava dal calcolo delle differenze ai numeri transfiniti di Cantor, dalla formula di Eulero $ e^{i \pi} = - 1$ fino alla logica matematica , per finire con la prova di Gödel, di cui credo fossimo i primi a Firenze a sentirne parlare........... Bonferroni disdegnava gli esercizi, che affidava al suo assistente Merli che ci insegnava gli sviluppi in serie, gli integrali e le equazioni differenziali.'' Insieme ai matematici citati possiamo ricordare, in tale facoltà, anche Luigi Antonio Rosati e Piero Mangani. Come dice ancora Gurrieri ([3]) '' si poteva godere di lezioni che avevano del rito di un intervento chirurgico, di una liturgia da funzione reliogiosa di prima classe.'' E vi sono molti esempi anche più recenti (6).

Nel 1993 nacque il Corso di laurea in Scienza dell'Informazione, divenuto nel 1999 Corso di laurea in Informatica. Il progetto originario tendeva a creare un Corso di laurea che ponesse particolare attenzione alle problematiche del calcolo e della modellizzazione scientifica, in modo, da un lato, da non sovrapporsi troppo con l'analogo Corso di laurea attivo a Pisa e, dall'altro, per assicurare il più stretto collegamento possibile con le altre anime della Facoltà. La proposta partiva dalla presunzione della modellistica in tutti i campi del sapere scientifico e non, come si può dire che si sia puntualmente verificato. Vista la brevità della storia scientifica dello stesso lasciamo ai posteri giudicare se il nuovo Corso di laurea abbia nella sua realizzazione seguito le linee di indirizzo tracciate originariamente.

La ''didattica di servizio'' dei matematici verso le altre discipline è sempre stata una linea nella quale i matematici fiorentini, i ''padri'' dell'attuale Dipartimento, sono già impegnati ed hanno intenzione di continuare in futuro. A mo' di conclusione le parole di Luigi Campedelli (1958): Non siamo qui per cercare il Metodo perché la didattica è e rimane una conquista personale; ma desideriamo solo che ciascuno di noi faccia un esame di coscienza: siamo forse soddisfatti dell'opera nostra nella Scuola ?.

I Matematici : Ulisse Dini e Giovanni Sansone

Ulisse Dini (nato a Pisa il 14 novembre 1845 - scomparso a Pisa il 28 ottobre 1918); si laureò a Pisa nel 1864, dove ebbe come maestri Enrico Betti e Ottaviano Mossotti, che subito ne riconobbero il grande valore. Dopo un anno di perfezionamento a Parigi, nel 1866, a soli 21 anni, fu nominato professore di geodesia all'Università di Pisa, passando in seguito all'insegnamento dell'Analisi Matematica. Dal 1900 alla morte fu direttore della Scuola normale superiore. Dal 1882 al 1892 fu deputato al parlamento italiano per il collegio di Pisa, e nel 1892 fu eletto senatore del Regno. Ricevette la laurea honoris causa da diverse università; fu socio dell'Accademia nazionale dei Lincei (1882) e membro della Società italiana delle scienze detta dei XL.

In un primo periodo, fino circa al 1871, la sua attività fu dedicata alla geometria differenziale; in un secondo più importante periodo, Dini diede una sistemazione definitiva ai fondamenti dell'analisi (nella scia di A.-L. Cauchy e K. Weierstrass) e concluse indagini profonde e originali sulle serie, sull'integrazione di funzioni di variabile complessa, sull'integrazione dell'equazione di Laplace, e particolarmente sulla sviluppabilità in serie di funzioni arbitrariamente date in un intervallo.

Tra le sue opere si ricordano ''Fondamenti per la teorica delle funzioni di variabili reali'', del 1878 e ``Lezioni di analisi infinitesimale'' del 1907-1915.

Giovanni Sansone (nato a Porto Empedocle, il 24 maggio 1888, scomparso a Firenze, 13 ottobre 1979) fu allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa dal 1906 al 1910, anno in cui conseguì la laurea in matematica con una tesi della quale era relatore Luigi Bianchi.

Sansone fu docente di matematica presso varie scuole ed università. Vincitore di concorso insegnò presso l'Istituto Tecnico Galilei di Firenze dal 1913.(7)

Sansone è stato anche Croce al merito durante la prima guerra mondiale.

In particolare è stato titolare della cattedra di Analisi Matematica presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Firenze dal 1927 al 1958, anno del suo fuori-ruolo. Nel 1978, nei suoi 90 anni, gli fu conferita la cittadinanza onoraria di Firenze e la laurea (honoris causa) in Ingegneria. Altre lauree e riconoscimenti sono ricordati nella memoria citata di Roberto Conti ([4]).

Egli inoltre fu docente di matematica presso la Scuola Normale Superiore dal 1947 al 1949; nel 1957 fu presidente dell'Associazione Normalisti. A Firenze fu Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; Presidente del Comitato per la Matematica del Comitato Nazionale delle Ricerche; membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione; Presidente dell'Unione Matematica Italiana; Direttore del C.I.M.E.

In un primo periodo si interessò di Geometria differenziale (sulle orme di Luigi Bianchi); successivamente la sua produzione scientifica ha spaziato in Teoria dei Numeri (l'ultimo suo lavoro è uscito postumo alla sua morte), ha lavorato sulle Funzioni Speciali, sulla rappresentazione analitica delle funzioni; ha dato una sistemazione ai fondamenti delle Equazioni Differenziali Ordinarie (anche attraverso monografie tradotte fra l'altro in russo ed in giapponese).

Si laureano con lui, tra gli altri, oltre a Roberto Conti, Giorgio Sestini, Luigi Merli, Enrico Magenes, Domenico Caligo, Luigi Gatteschi, Demore Quilghini, Paolo Santoro, Ilio Galligani e Carlo Pucci, matematici che sulle sue orme hanno dedicate numerose energie al miglioramento della organizzazione della comunità matematica italiana. Il lavoro citato di Roberto Conti dà una articolata e completa esposizione della vita e delle Opere.


Alberto Mancini 2013-04-23