Il giardino di Archimede
 Un museo per la matematica

Il calcolo in Italia


opere della sezione
  1. Guido Grandi, Quadratura circuli et hyperbolae, seconda edizione, Pisis, ex typographia Francisci Bindi, 1710 [prima edizione 1703].
  2. Iacopo Riccati, Della separazione delle indeterminate nelle equazioni differenziali e d'altri gradi ulteriori, in Opere, tomo primo, Lucca, presso Iacopo Giusti, 1761.
  3. Giulio Carlo de' Toschi Fagnano, Produzioni matematiche in Opere matematiche del marchese Giulio Carlo de' Toschi Fagnano, volume secondo, Milano-Roma-Napoli, Società Editrice Dante Alighieri, 1911. [prima edizione 1750].
  4. Maria Gaetana Agnesi, Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, tomo primo, Milano, nella Regia Ducal Corte, 1748.


vedi anche

In Italia, accanto a una tradizione più strettamente classica rappresentata ad esempio dai fratelli Giovanni e Tommaso Ceva, va sempre più diffondendosi un interesse per i recenti risultati che qui arrivano tramite libri, riviste, scambi epistolari e viaggi compiuti dagli studiosi. Leibniz stesso compie una breve visita in Italia nel 1689. Nel 1707 Jacob Hermann, che si era formato a Basilea dove Jacob e poi Joahnn Bernoulli insegnarono, viene chiamato a ricoprire la cattedra di Matematica all'università di Padova. Qui rimane fino al 1713 intrecciando una rete di fitti contatti e divenendo punto di riferimento per i matematici italiani che volevano confrontarsi con i nuovi metodi analitici. A lui succede Nicolaus I Bernoulli (1687-1759), mentre altri membri della famiglia Bernoulli, Nicolaus II e Daniel (1700-1782), soggiornano a lungo a Venezia.

Prime tracce dell'uso del calcolo infinitesimale si trovano nelle opere di Guido Grandi, Gabriele Manfredi, Eustachio Manfredi, Vittorio Francesco Stancari, Giuseppe Verzaglia.

Nel 1710 inizia a Venezia la pubblicazione del "Giornale de' letterati d'Italia" che, sul modello di riviste europee come il "Journal de Savants" di Parigi, gli "Acta eruditorum" di Lipsia o le "Philosophical Transactions" di Londra, diviene sede di numerosi contributi e discussioni.

Una di queste polemiche vede impegnati Hermann e Nicolaus Bernoulli con Iacopo Riccati (1676-1754) sul problema inverso delle forze centrali. Qui Riccati ha modo di illustrare il suo metodo di separazione delle variabili per la soluzione di equazioni differenziali. I suoi risultati vengono poi raccolti in un trattato composto attorno al 1723, successivamente rielaborato e inserito con il titolo Della separazione delle indeterminate nelle equazioni differenziali e d'altri gradi ulteriori nelle opere pubblicate postume nel 1761-1765.

Sul "Giornale de' letterati" pubblica numerosi articoli anche Giulio Carlo de' Toschi Fagnano (1682-1766) che servendosi del calcolo fornisce contributi alla rettificazione delle parabole di ordine superiore e alla lemniscata di Bernoulli. I suoi scritti vengono raccolti nelle Produzioni matematiche stampate nel 1750 e presentate all'Accademia di Berlino. Un'edizione più completa delle sue opere fu curata nel 1911.

Domenico Corradi d'Austria è uno dei primi a pubblicare in Italia un'opera separata interamente dedicata al calcolo differenziale: De' calcoli differenziale e integrale memorie analitiche, stampata nel 1743-1744.

Pochi anni dopo, nel 1748, Maria Gaetana Agnesi pubblica le Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana. Nel primo dei due volumi si introducono elementi sulle equazioni algebriche e sulla geometria differenziale e nel secondo volume si dà una completa esposizione del calcolo differenziale, con applicazioni analitiche e geometriche, regole d'integrazione ed equazioni differenziali. Il trattato ebbe grande diffusione fra gli studenti di varie generazioni; il secondo volume fu anche tradotto in francese e in inglese.




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